IL MIO INIZIO...

Sono cresciuta in un piccolo paesino italiano in costante contatto con la natura; per poter andare a scuola eri obbligato a prendere la macchina e i mezzi pubblici quasi non esistevano. Sarà che durante i miei primi anni di scuola ero sempre abituata a giocare fuori, ma ho sempre amato muovermi, correre, fare sport.


Sin da piccola sono entrata in contatto col mondo dell'agonismo ma data la mia impazienza innata non sono mai riuscita a rimanerci molto.A sei anni venni immersa in una piscina e il nuoto divenne uno dei primi sport che praticai; ma il mio amore per l'acqua non è mai stato enorme anzi oserei dire che non ci amiamo per niente.

 
17859435703782069_edited.png

E fu così che scappai in fretta da quello sport così umido....piombai velocemente in una nuova attività, anzi per la precisione due (si, sempre stata iper attiva tanto che oltre alla scuola e allo sport ho passato parecchi anni a suonare diversi strumenti,anche lì la mia impazienza non ha aiutato!): con gran stupore di tanti provai la ginnastica artistica ma la mia poca femminilità e la voglia di scorrazzare in compagnia hanno fatto si che questa esperienza non durasse più di un paio di mesi; in contemporanea iniziai a giocare a pallavolo che a differenza degli altri sport fu una grande passione.
Per dieci anni della mia vita condivisi sudore, fatica, lacrime e sorrisi con le mie compagne di squadra. Ero talmente innamorata della pallavolo che il mio più grande sogno era di entrare nelle nazionali...sfortunatamente al posto della mia impazienza si mise contro di me la mia genetica, ebbene si il mio metro e cinquanta di statura non mi fece fare il salto di qualità: all'età di 16 anni tentai le selezioni per giocare in serie D ma a causa della mia altezza (o meglio dire bassezza) non venni selezionata.
Fu così che dopo 10 anni di amore incondizionato nei confronti della pallavolo me ne andai cercando di ritrovare un nuovo futuro che potesse soddisfarmi; ed è proprio qui che un po' per fortuna e un po' per scherzo mi ritrovo qui in Olanda.

 

...CIRCUS... 
CIRKO VERTIGO GLI ANNI IN ITALIA

Il mio percorso circense comincia all'età di 16 anni nella piccola scuola amatoriale del mio paese; qui iniziai di base come acrobata cimentandomi poi in nuove discipline come verticali e mano a mano. Alla volta dei 18 anni, non che alla fine del mio percorso liceale, mi ritrovai a decidere cosa fare del mio futuro. Un po' come tutti i genitori, i miei si aspettavano continuassi il mio percorso di studi, sfortunatamente o fortunatamente non fu il mio caso, decisi infatti di seguire col circo ed entrare nel mondo dell'arte. 

All'alba dei miei 19 anni fece le selezioni alla scuola della Fondazione Cirko Vertigo dove venni selezionata e trascorsi lì i miei primi due anni di formazione.


Cirko Vertigo fu per me l'inizio di tutto ciò, l'inizio di un'avventura.


E fu anche l'inizio di una delle più belle relazioni della mia vita, fu infatti tra le valli Torinesi che mi innamorai delle mie cinghie (disciplina circense), perché le cinghie? Beh al tempo avevo scelto le cinghie seguendo quelli che erano i miei più grandi ideali ovvero dimostrare come nonostante il mio essere donna potevo fare una disciplina che all'epoca aveva maggio successo nel mondo maschile!
Ebbene sì, non so se la parola femminista mi si addice totalmente, ma sicuramente ho sempre creduto nell' ”uguaglianza” tra uomo e donna o per lo meno ho sempre creduto che con forza di sacrificio ed allenamento avrei potuto raggiungere qualsiasi livello tecnico avessi voluto!

Nei due anni a Cirko Vertigo ho iniziato ad immergermi in quello che era il mondo del circo venendo sempre di più a contatto con questa affascinate realtà tanto da innamorarmene sempre di più e da far mutare quello che era stata una scommessa e un gioco in qualcosa di reale e possibile.

 
Cirko%20Vertigo%20WEBSITE_edited.jpg

...AI TEMPI DI FONTYS...

Fu così che dopo due anni di convivenza con le mie cinghie decidemmo di dirigerci altrove per trovare nuove ispirazioni ma soprattutto per migliorare la nostra comunicazione insieme e comprendere quale direzione prendere nel nostro futuro.
Nel anno 2017 feci quindi nuovamente delle audizioni e dopo aver viaggiato con le mie cinghie tra Francia, Belgio e Paesi Bassi decisi di approdare ad ACAPA (Academy of Circus and Performance Art).
Gli anni in Olanda sono stati per me anni per perdersi, ritrovarsi, riconoscersi ed evolvere in qualcosa di nuovo. E lo sono stati anche per la mia relazione con le cinghie...

…Ci siamo presentati con grande fierezza sicuri di noi, sicuri di chi eravamo pronti a combattere per i nostri ideali, ma a poco a poco abbiamo iniziato a creparci, e scoprendo sempre di più le nostre debolezze e le nostre paure.

I primi due anni ad ACAPA, furono per me molto simili agli anni trascorsi a Vertigo, e probabilmente anche io ero molto più simile alla me stessa dei tempi italiani.
Fu durante il terzo anno che le cose cambiarono, il mio percorso di allenamento mutò e così il mio amore per le cinghie, fu infatti in questo periodo che iniziai ad avvicinarmi ad altre discipline, come trazione capillare e frusta, ma soprattutto iniziai ad avvicinarmi ad un diverso concetto di performance.
É proprio alla fine del terzo anno e del quarto anno che il mio interesse ha iniziato a spostarsi da quello che può essere definito New Circus a una concezione più contemporanea, se prima il mio lavoro era maggiormente incentrato nella ricerca dei personaggi da portare in scena e della loro relazione con le cinghie, pian piano mi sono spostata a una visione che io difinirei a tutto tondo, inserendo sempre di più l'importanza di elementi come la scenografia e le luci ed avvicinandomi sempre di più al mondo della Visual Art e dell'installazione.
Questa evoluzione avvenuta all'interno della mia visione artistica è stata sicuramente dovuta a Fontys e da come durante questi anni io abbia avuto la possibilità di cooperare non solo nel mondo del circo ma anche nel mondo della tecnica. É infatti in questi anni che ho iniziato le mie formazioni come tecnico dello spettacolo incentrandomi maggiormente nel mondo del rigging e con un grande interessa anche nel mondo delle luci. Ed è da questo mondo e dalla mia enorme passione del bricolage che mi sono avvicinata alla conoscenza di nuovi materiali, a tal proposito un ringraziamento speciale va a tutti coloro che hanno sopportato e supportato le mie pazzie nel costruire quantitativi esponenziali di scenografie. É stato infatti grazie ai vari workshop disponibili in Fontys che la maggior parte delle mie strane idea hanno avuto vita e che un giorno, in un futuro spero non lontano, verranno messe in scena...

47232919_1940618489347038_83710482753184
 

...AI TEMPI DEL COVID...

Se Fontys e tutti gli aiuti avuti in questi anni sono il mio presente, Covid è il mio futuro! O per meglio dire trovare soluzioni innovative per performare è il mio futuro!

Sebbene in qual modo siano ancora parte del mio presente, ho attualmente in atto un paio di progetti che vedono come protagonisti me, le mie cinghie e le mie stravaganti scenografie...

Sto maggiormente lavorando a due progetti che vorrei ampliare e sviluppare maggiormente nel mio futuro; I due progetti sono Vulcano e Frammenti.

 

VULCANO

E' il mio progetto di graduazione, nasce dal concetto di percezione visiva e come quest'ultima sia differente in ogni essere umano. Il progetto Utilizza un cilindro creato da una struttura metallica a cui è applicata dell'organza bicolore sulle tonalità del beige e del blu.

 

FRAMMENTI

E' invece un progetto che nasce dall'idea di creare un spettacolo solo ispirato alla letteratura Pirandelliana e soprattutto al concetto di Uno, Nessun e Centomila... 

L'ispirazione nasce anche dal mio modo di vedere la mia persona, ho sempre considerato il mio essere un involucro contenente le varie sfaccettature del mio carattere ovvero lo diverse personalità che mi vivono. Questo progetto ha durante il tempo sviluppato un secondo progetto correlato che vorrei successivamente esporre creandone un esposizione/installazione.